La settimana scorsa Dario Fabbri, esperto di macroeconomia e geopolitica, direttore della rivista Domino, ha tracciato un quadro della situazione internazionale e del suo impatto sulla nostra economia.
Il Rapporto Cuneo 2026, รจ arricchito
dalle informazioni della dashboard di InfoCamere, la Camera di commercio
ha restituito la fotografia dell’economia reale riferita al 2025, anno
caratterizzato da segnali nel complesso positivi
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La provincia di Cuneo nel 2026
- 80.569 localizzazioni (sedi di impresa+unitร locali)
- +0,11% tasso di crescita del tessuto imprenditoriale
- 24,7 miliardi di euro Prodotto Interno Lordo (+1,9%)
- 37.775 euro Valore aggiunto pro-capite (+1,6%)
- 10,98 miliardi di euro Export (-1,4%)
- 72,6% tasso di occupazione 15-64 anni (+ 2,1%)
- 3,3% tasso di disoccupazione 15-64 anni (+0,5%)
- 2,3 milioni di presenze turistiche (+10,7%)
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La presentazione del Rapporto Cuneo 2026, curato dall’ufficio Studi e
Statistica della Camera di commercio di Cuneo, รจ stato il primo degli
appuntamenti del Centenario del Palazzo camerale, che si snoderร in un
fitto calendario, organizzato con Fondazione ARTEA, sino al giugno 2027.
L’evento, svoltosi presso il Salone d’onore della Camera di
commercio, รจ stato seguito anche in modalitร streaming ed รจ stato
moderato da Gianni Aime, responsabile del settore Studi, Promozione e
Comunicazione dell’Ente.
Tra i relatori il giornalista Dario Fabbri, esperto di macroeconomia e
geopolitica e direttore della rivista Domino, intervenuto per una
qualificata lettura del difficile scenario internazionale, dell’impatto
sull’economia globale e dei territori delle politiche dei dazi e dei
conflitti in Medio Oriente e Ucraina, particolarmente avvertito in
provincia, data la significativa esposizione all’interscambio estero.
Dopo l’introduzione del segretario generale della Camera di Commercio Patrizia Mellano e i saluti istituzionali รจ intervenuto il Presidente dell’ente camerale Luca Crosetto.
“In uno scenario internazionale complesso, segnato da tensioni
geopolitiche e dal calo dell’export provinciale, il sistema economico
cuneese ha comunque retto, portando il PIL a 24,7 miliardi di euro con
una crescita sensibile del tasso di occupazione e delle presenze
turistiche e il completamento di infrastrutture vitali per il territorio
– afferma il presidente della Camera di commercio di Cuneo Luca Crosetto –.
Di fronte alle sfide odierne, il capitale umano resta il vero motore
per far fronte alle avversitร , insieme alla necessitร assoluta di fare
rete tra istituzioni e categorie economiche. Le criticitร emerse
sul fronte delle esportazioni non devono spaventarci ma spingerci a
rimboccarci le maniche per cercare nuovi mercati, remando uniti per
guardare al futuro con un fondato e razionale ottimismo”.
Il programma รจ proseguito con l’intervento di Elena Porta, dell’ufficio Studi e Statistica di Unioncamere Piemonte, che
ha descritto lo scenario economico cuneese nel 2025, raffrontato a
quello regionale, tra crescita e resilienza in un contesto globale
piuttosto incerto tratteggiando altresรฌ i potenziali scenari futuri
della nostra provincia.
Nel 2025 la Granda ha generato oltre 24,7 miliardi di euro di prodotto interno lordo (+1,9% rispetto all’anno precedente) producendo il 14,7% della ricchezza totale regionale e l’1,1% di quella nazionale. Come valore aggiunto pro capite Cuneo ha registrato un dato medio superiore a quello regionale con 37.775 euro posizionandosi al primo posto nella graduatoria regionale.
In questo contesto, il mercato del lavoro nel 2025 ha confermato la propria soliditร e, nel complesso, gli indicatori occupazionali cuneesi rimangono d’eccellenza. Il tasso di occupazione provinciale si รจ infatti attestato al 72,6%,
con 2,1 punti percentuali in piรน rispetto al 2024, dato largamente
superiore al 68,9% registrato dal Piemonte e superiore di oltre 10 punti
al 62,5% che costituisce la media nazionale. Cuneo dimostra ancora una
volta di avere un mercato del lavoro forte e capace di superare i
periodi difficili.
Positivo anche il numero delle persone che non risultano occupate, nรฉ
in cerca di occupazione (inattivi) diminuito di 9 mila unitร tra il
2024 e il 2025.
Analizzando il tasso di disoccupazione 15-64 anni (3,3%), pur
in crescita dello 0,5%, appare evidente come la provincia di Cuneo
mostri una situazione nettamente migliore rispetto alla media regionale
(6,2%) e a quella nazionale (6,3%). In analogia con il livello regionale
anche nel Cuneese si riscontra uno scarto di genere, seppur poco
marcato: quello maschile si attesta al 3,1% e quello femminile al 3,4%.
Il numero medio di occupati in provincia di Cuneo nel 2025 si รจ attestato a 271 mila, in aumento del 3,2%
rispetto alla media 2024. Il 56,5% รจ rappresentato dagli uomini, contro
il 43,5% delle donne. Il 72,7% รจ costituito da lavoratori dipendenti,
contro il 27,3% degli indipendenti.
Secondo il Registro delle Imprese dell’ente camerale, il tessuto imprenditoriale cuneese, al 31 dicembre 2025, rileva 64.384 sedi di impresa con un tasso di crescita del +0,11%, meno positivo rispetto al dato regionale (+0,29%) e nazionale (+0,96%). Cuneo si conferma al secondo posto in Piemonte, dopo Torino, per consistenza, con una quota del 15,4% sul totale delle sedi d’impresa regionali.
Tra le forme giuridiche continua il trend consolidato di aumento del numero delle societร di capitale, raddoppiato negli ultimi vent’anni (+452 unitร nel 2025), per il quinto anno consecutivo si rafforza il settore artigiano, che rappresenta oltre un quarto delle realtร aziendali della provincia, registrando un tasso di crescita del +0,12%. Sono in calo la componente femminile (-1,1%) e le imprese guidate da giovani con meno di 35 anni (-0,6%). Aumenta rispetto al 2024 il numero delle imprese straniere (+5,7%), con un’incidenza sul totale che sale all’8,7%.
A seguire lo speech di Dario Fabbri che, dopo aver
esposto le conseguenze dettate dall’imposizione dei dazi americani e
quelle derivanti dai conflitti internazionali, ha evidenziato come “Dopo anni trascorsi principalmente sulla competizione con la Cina, negli ultimi mesi gli Stati Uniti si sono nuovamente
distratti in Medio Oriente. Con effetti negativi sulla propria egemonia
marittima e sulla stessa sfida a Pechino. Adesso che il conflitto con
l’Iran pare parzialmente sedato, Washington prova a ristabilire il controllo su Hormuz e a spostare nuovamente il focus sull’Indopacifico. Intanto proseguono la guerra in Ucraina e le manovre statunitensi nell’emisfero occidentale”.
L’export provinciale, contrariamente a quanto registrato a livello regionale (+2,7%) e nazionale (3,3%), ha riportato una flessione dell’1,4% sfiorando il valore di 11 miliardi di euro.
Nell’area Ue-27 i mercati piรน importanti si confermano essere quello
francese, pur in calo del 6,0%, e quello tedesco (-5,9%), mentre per il
bacino extra Ue-27 i mercati di riferimento continuano a essere gli
Stati Uniti e il Regno Unito entrambi in flessione rispettivamente del
5,9 e del 10,1%. A livello complessivo si paga il forte calo dei
principali mercati di riferimento che รจ purtroppo proseguito anche nel I
trimestre di quest’anno.
Il turismo ha proseguito il suo cammino virtuoso.
Secondo le analisi elaborate dall’Osservatorio Turistico della Regione
Piemonte-Visit Piemonte, nel 2025 in provincia di Cuneo gli arrivi raggiungono quota 993.982 e le presenze superano quota 2,3 milioni; entrambi i movimenti turistici sono stati in forte crescita rispetto al 2024 facendo segnare un +10,7%.
Per quanto riguarda gli arrivi il 93,6% dei turisti รจ
di origine europea, mentre i viaggiatori italiani che visitano il
nostro territorio hanno rappresentato il 59,6%. L’Atl Langhe Monferrato e
Roero ha registrato una crescita annuale negli arrivi pari al 9,6%,
mentre l’Atl del Cuneese ha avuto un incremento superiore all’11,8%.
I dati di fine 2025 riferiti all’indagine congiunturale,
realizzata da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli uffici
studi delle Camere di commercio, dipingono un quadro positivo. Nel quarto trimestre 2025 la produzione industriale cuneese ha segnato una crescita dello 0,9%
rispetto all’anno precedente, associata all’aumento degli ordinativi
esteri (+2,2%), del fatturato totale (+3,9%), degli ordinativi interni
(+0,9%), mentre ha subito un rallentamento il fatturato estero (-1,5%).
Il grado di utilizzo degli impianti si รจ attestato al 68,48%.
La presentazione dei dati socioeconomici della provincia da alcuni
anni si colloca negli appuntamenti di avvicinamento al Festival
internazionale dell’economia di Torino. Questo collegamento รจ stato
rilanciato nella chiusura dei lavori affidata a Giorgio Barba Navaretti, docente di Economia all’universitร di Milano e presidente di Torino Local Committee, con un arrivederci a Torino e ai prestigiosi appuntamenti in programma dal 22 al 25 ottobre 2026.
“Sono molto lieto di partecipare anche quest’anno alla
presentazione del rapporto della Camera di Commercio di Cuneo
sull’economia della provincia. Il cuneese unisce un sistema produttivo
molto articolato e dinamico ed รจ un ottimo terreno di osservazione per
esaminare l’impatto dei grandi cambiamenti geopolitici e tecnologici sui
territori locali – dichiara il Prof. Barba Navaretti
-. L’interazione tra le tre dimensioni globali, nazionali e locali, sarร
anche al centro del prossimo Festival Internazionale dell’Economia di
Torino il 22-25 ottobre, che ha come tema il futuro dello stato sociale.
Le istituzioni e le economie locali hanno un ruolo fondamentale nel
preservare condizioni economiche e sociali adeguate in un tempo di
disuguaglianze crescenti”.
Il Rapporto Cuneo 2026 รจ disponibile online alla pagina del sito camerale https://www.cn.camcom.it/rapportocuneo
Per consultare la dashboard: https://www.infocamere.it/economiacuneo