Con questa opera partecipa alla II edizione del Premio Internazionale di Scultura “Umberto Mastroianni”organizzato dalla Regione Piemonte, 1996/97, che vince, la scultura sarà poi installata nel 1999 a Cuneo rotatoria del viadotto Soleri.
«[...] L’opera è un oggetto, un oggetto che ha una sua definizione, una sua compiutezza. [...] Il lavoro – che poi abbraccia il significato dell’opera, lo ingloba e lo coinvolge – è un operare ed è quindi la condizione stessa dell’artista. [...] Il lavoro può anche non concludersi con un’opera, può essere la vicenda di un attimo, di una giornata. Entrambe le condizioni sono operative ma al primo termine – all’opera è necessaria la manualità. L’atteggiamento di abbandono dell’oggetto può essere interessante e anche intrigante ma l’opera – con la sua implicazione manuale e con il suo riferimento alla tradizione e al passato – è quella che mi appartiene di più. Appunto perché mi appartiene nella sua interezza, io non la posso abbandonare. Mi sentirei un’altra persona. Sarei ipocrita se dovessi, ad un certo punto, anche per motivi teorici o politici, abbandonare l’oggetto. Tradirei me stesso. [....]»
.
[in foto]: Karpüseeler durante la creazione di "Grande Silenzio bianco", opera vincitrice del Premio Mastroianni, Cuneo 1997.
Informazioni tratte dal sito dell'artista



